Airone

Via Airone

In una cartina, allegata ad uno studio firmato dall’ing. Cattaneo Adorni e datata 1934, col fine di realizzare una metropolitana con ‘partenza da Sampierdarena a Genova’, si legge una “via Airone”, in corrispondenza di via Argine del Polcevera. Nessun’altra notizia di questo nome: non compare negli elenchi né precedenti l’anno 1900, né del 1910, né del 1933. Si presume che così sia stata chimata – come accadeva prima dell’ufficiale nomenclatura stilata dal Comune dalla seconda metà del 1800 – in seguito all’usanza di definire una zona, popolarmente chiamandola o definendola in conformità a quello che più di caratteristico la distingueva. È presumibile quindi che Il Polcevera abbia ospitato questi volatili per un certo periodo suscitando la curiosità e l’attenzione della gente, e la stigmatizzazione del fatto. Infatti, nel libro su Campi, frazione corniglianese limitrofa, Ettore Tallone ricorda aver visto un airone cinerino sul greto, “alto ameno un metro, aveva il piumaggio del dorso color cenere e il ventre bianco, il collo bianco ma con macchie nere in verticale, becco lungo e con, un bel ciuffo di penne nere dai riflessi azzurri sul lato destro della testa, zampe naturalmente lunghe, sottili e affusolate”. Questo racconto risale ad epoca post bellica; e termina che ovviamente l’animale fu subito fatto mira – per fortuna a vuoto – dal solito cacciatore “spara su tutto”. L’airone, è un trampoliere dell’ordine delle cicogne (collo a S; gambe lunghe e sottili; dita membranate; apertura alare che può raggiungere un metro e mezzo. Può essere di varie specie: la bianca e la rossa sono ambedue non comuni in Italia; invece la specie cenerina – che vive in zone paludose o lungo le rive di fiumi, nutrendosi di pesci ed insetti – può nidificare in Italia.

BIBLIOGRAFIA

-AA.VV.-Campi mon amour2-Amici di Campi 1996-pag.182.

-Enciclopedia Motta