Anzani Francesco

Anzani Francesco

Targhe: via – Francesco Anzani – patriota –  1809-1848 –

via  – Francesco Anzani – patriota – 1809-1848 – già via A.Costa.

  

Angolo  via  C. Rolando

 

Angolo via M. Malfettani

  

Angolo con via Cristofoli

Quartiere antico: Pieve di San Martino

Dalla carta del Vinzoni del 1757. Ipotetico tracciato della strada, in verde. In celeste la biforcazione via C.Rolando e via A.Scaniglia

N°  immatricolazione:  2708 categoria 2

Anni 1960

Codice della strada – n° informatico: 02020    Unità urbanistica: 25 – San Gaetano    CAP: 16151

Parrocchia:  San Gaetano e San G. Bosco

Storia . Inizialmente – fino ai primi anni del 1800 –  il sentiero era popolarmente chiamato, non si sa perché, “della Pantera”, e costeggiava la proprietà e giardini degli Spinola (dei quali viene ricordato nel tardo 1700, un Magnifico Ferdinando. Forse loro possedevano un animale simile, legato agli scambi anche stravaganti che spesso si facevano i ricchi signori tra loro, specie quelli che investivano i loro beni nei traffici marittimi, e che certo non poteva tenere nella magione principale a Genova. Nella foto sotto si scorgono: all’estrema sinistra metà torre del palazzo Centurione di piazza Montano, e vicino ad essa la villa Lercari di via Rolando civico 4. Tutto il resto fu eliminato.

Con la lottizzazione della zona, poi detta “della Fornace“ (vedi in via C. Rota), nell’ottobre 1912, costruiti i primi palazzi, alla strada neoformatasi venne ufficialmente proposto  dedicarla ad  “Andrea Costa”  E così è scritto in basso nelle targhe (vedi); Ma in alcuni documenti comunali del 1927  appare invece dedicata a C. Cattaneo, di 5° categoria, uguale come era – dal febb.1914 –  la vicina  via N. Ardoino: probabile è un errore nell’ambito delle titolazioni provvisorie nel periodo in cui si costruivano i palazzi e si delimitavano le strade nuove. L’equivoco durò fino alla delibera del podestà del 19 ago.1935, con cui fu firmato la definizione definitiva attuale. Sporgente proprio nell’angolo con via C. Rolando si conserva un voluminoso paracarro in pietra (uno dei pochi ancora esistenti: gli altri in via Bezzecca e via Daste, al cimitero, in via Tavani).

Struttura. Senso unico viario, da via P. Cristofoli a via C. Rolando. I palazzi che la fiancheggiano, sono esternamente speculari, evidentemente edificati con lo stesso progetto: i civici 2-4-8 e 1-3-7 collegati tra loro come in corpo unico, sono corrispondenti ciascuno ad una torre; i civici 5 e 6  corrispondono ad un tratto intermezzo tra la seconda e terza torre. Gli altri palazzi che completano la via verso levante dopo l’incrocio con via Malfettani e formati da un corpo unico, hanno il portone nelle strade a fianco (in v.C.Dattilo e C.Rota). E’ servita dall’acquedotto DeFerrari Galliera. Da vari decenni vi si tiene nella mattina del martedì e giovedì un mercato di merci varie molto animato, con possibilità di posteggio per 61  ambulanti.

 

Visuale da satellite nel  2010

Civici. Nel 2007: Neri da 1 a 7 e da 2 a 8; Rossi da 1r a 63r e da 2 ( e 2ab.r) a 50r.

– Civico 4: nel 1950 all’interno 2 aveva sede la “srl Coop.Lavoratori Panettieri”, e non specificato il “Circolo Ricreativo Commercio”; Il Comune di Genova, Consiglio di Circoscrizione locale, nella fine degli anni 1990 vi ha aperto un centro sociale, gestito dall’assessorato alla promozione sociale, chiamato “La strana porta”;.

– Civico 6: il portone è estremamente ristretto (in concorrenza a quello di via C. Rolando)  e forse da adito all’appartamento sovrapposto, al primo piano, essendo sotto il terrazzamento che unisce i due palazzi;

– Civico 10r: l’istituto Salus, laboratorio di analisi mediche e terapie fisiche, privato convenzionato con la USL;

– Civico  una palestra di Ju Jitsu GST del maestro Lavagnino

– Civico 37r nella seconda metà degli anni 80 vi aveva negozio la ditta Filippo Gambino, di carta (deposito a Mele)

É strada munita di numerosi negozi, ovviamente, negli anni, mutati di offerta.

Dedicata. Al patriota italiano di facoltosa famiglia, nato l’ 11 novembre 1809 ad Alzate di Brianza (Milano) da Francesco  e da Rosa Cantù. Ancora liceale, idealista ed entusiasta del concetto politico liberale, visse come volontario svariate avventure militari, come accorrere a combattere per l‘indipendenza della Grecia. Tornato ed iscrittosi all’università a Pavia nella facoltà di matematica, non molto si fermò sui libri  portandosi nel 1832 a Parigi attratto dai moti di libertà repubblicana che là aleggiavano. Subito dopo nel 1833 decise di combattere in Portogallo nell’esercito costituzionale, nel gruppo dei “volontari di Oporto”, contro l’usurpatore don Miguel: qui fu ferito da un colpo di lancia  e si meritò una distinzione di merito.  Passò da qui in Spagna nella legione di stranieri -capitanati dal generale genovese Gaetano Borso di Carminati e con commilitoni Nicola Arduino e Manfredo Fanti, fedeli  alla regina Cristina contro i carlisti – ove, in battaglia a Chiva il 4 mag.1837, fu ferito gravemente al petto da un masso lanciatogli dall’alto di una ridotta a cui lui dava l’assalto. Quando rimpatriato, fu arrestato come ribelle e giudicato nel 1838. Liberato dopo poco, l’anno dopo volle emigrare nuovamente, salpando per l’ America del Sud, ove incontrò il giovane Garibaldi. Assieme al condottiero, visse un futuro legame più intenso e più lungo: continuarono il viaggio per cinque lunghi anni, dividendosi fraternamente i beni più banali, dalla camicia al pane, alle fatiche e rischi; ed assieme parteciparono a numerose battaglie nella “legione italiana”. Forti della propria esperienza militare, vinsero battaglie in località Tre Croci; a Cerro; a Boyada; e con un intrepido assalto, al castello di Hervidero; a  sant’Antonio al Salto (8 feb.1846); infine al comando di 280 italiani, con animo intrepido l’Anzani resistette e sconfisse uno sproporzionato numero (più di 1500) di valorosissimi nemici, proteggendo e salvando l’Eroe nizzardo da situazione  militare critica. Le vicende americane avevano avuto una eco anche in Italia, e senz’altro infiammarono i cuori già palpitanti, alla vigilia della prima guerra di Indipendenza; Cesare Balbo, Mameli, ed altri eminenti uomini, proposero una sottoscrizione per offrire una medaglia d’oro all’Anzani. Rafforzata così l’amicizia con Garibaldi, assieme ad altri 73 legionari tornarono in Italia nel 1848 col brigantino Speranza, giudicando propizio il momento determinato dalla nomina papale di G. Mastai Ferretti (papa Pio IX) giudicato “liberale”per le sue prime scelte, tra tutte la concessione di un’amnistia.  Sbarcarono a Nizza il 21 giugno, ma seppur freneticamente bramoso di realizzare in Italia il giovanile giuramento di guerreggiare contro i tiranni, lui fu costretto a fermarsi ospite dei genitori di Garibaldi amorevolmente curato dalla di lui madre, causa riacutizzazione del male della ferita subìta e mai ben guarita. Nonostante stesse male, volle  essere presto trasportato in lettiga a Genova per raggiungere i commilitoni, vaticinando il glorioso avvenire dell’idea garibaldina e dell’ indipendenza d’Italia. Ma invece qui morì il 5 luglio 1848,  appena giunto in casa di Gaetano Gallino,  in piazza Portello (sulla cui casa fu posta il 10 dic.1916 una lapide a ricordo : “Francesco Anzani da Alzate  –  eroico generale di Garibaldi   –   reduce di Montevideo e del Salto   –   rese la fortissima anima a Dio   –   in questa casa   –   il 5 giugno 1848 “ . Essendo sbarcati il 21 giugno, ovviamente risulta errata di un mese, la data del triste evento). Fu tumulato ad Alzate.

Via Anzani. Nel retro del palazzo se ne costruiranno altri i quali limiteranno via C. Rota. Nella foto, dietro al palazzo, si intravede la villa appartenente, nel 1757 al ser.mo Gio Giacomo Grimaldi

Bibliografia

– Archivio Storico Comunale – Toponomastica, scheda 157

– AA.VV. – annuario archidiocesi  ed.1994.pag.379 – ed.2002.pag.417

– Enciclopedia Motta

– Enciclopedia Sonzogno

– Gazzettino Sampierdarenese:  2/80.12 – 5/86.5 – 8/89.3

– Genova Rivista Municipale –  4/38.36foto

– Gente di Liguria – Almanacco de A Compagna -1 971- pag.139.312 errati ambedue

– Lamponi M. – Sampierdarena –  LibroPiù.2002 – pag. 128

– Museo S.Agostino – archivio uff. toponomastica

– Pastorino.Vigliero – Dizionario delle strade di Genova – Tolozzi.1985 – pag.59

– Poleggi E. e C – Atlante di Genova – Marsilio.1995 – tav.34

non citata perché posteriore , da Novella.17  +  Pagano/33.244