Avio Federico

Avio Federico

Targhe: via – Federico Avio – “Lince” – Caduto per la libertà – 1905 – 4-11-45

S. Pier d’Arena – via – Federico Avio – Caduto per la Libertà – 1905-1945

 

In angolo con piazza V. Veneto

 

In angolo con  via A. Pacinotti

Quartiere antico:   Mercato – Ponte

In verde, ipotetico tracciato di via Avio sulla carta del 1757: in giallo la crosa dei buoi; in celeste la villa Centurione di piazza Montano, in rosso  via N. Daste che si biforca in via Scaniglia e via C. Rolando.

N° immatricolazione: 2713  Categoria: 1  Codice informatico della strada – n° 03200  Unità urbanistica: 26 – Sampierdarena   CAP: 16151  Parrocchia: S. Maria della Cella

Storia. Nella carta vinzoniana del 1757 ovviamente non c’è; diventa interessante tentare di ricostruirla attraverso alcuni punti di repere attuali come la villa Centurione di piazza Montano, la  via A. Pacinotti, la via R. Pieragostini verso il ponte. Dove ora sono i grossi platani in piazza Vittorio Veneto, c’erano due palazzi, rispetto alla piazza uno davanti all’altro, che a ponente delimitavano la parte a nord di piazza IV Novembre (vedi). Con la loro demolizione, questa piazza è scomparsa (e di essa rimangono solo i due palazzi a sud: quello “dell’ombrello per tutti” e quello già “dell’hotel Primavera”), divenendo un’unica grande piazza. Il 4 ottobre 1934 un regio decreto approvò il piano regolatore riguardante la zona, che prevedeva la distruzione degli stabilimenti Carpaneto (vedi alla via omonima. Fu uno dei soci palchettisti del teatro G. Modena; i dock erano ormai in cessata attività, dopo anni di ridotta efficienza)  e di alcuni palazzi (tra cui quello famoso detto “dell’orologio”, e il Politeama – vedi piazza Vittorio Veneto) al fine di creare un centro signorile, con palazzi decorosi e muniti di portici; e contemporaneamente, di snellimento del traffico verso il ponente.

In nero aree da demolire; altre da costruire

La società anonima Immobiliare Sampierdarenese, privata, acquistò il territorio e stilò un progetto che prevedeva l’incrocio di due grosse  arterie, larghe 15 m. e la costruzione di quattro gruppi di caseggiati con portici larghi 6m ed alti 7,5-8,8m e collegati tra loro in continuità. Appena realizzate le costruzioni, la strada da loro delimitata fu intitolata  “via del Gran Consiglio”.  Con la caduta del fascismo, il commissario prefettizio deliberò il 20 aprile 1944 che la strada venisse intestata al  “36° Battaglione CC.NN”. Il 19 luglio1945, la giunta comunale deliberò il terzo cambiamento con la targa tuttora in atto, sino alla decisione dal 1 aprile 1959 di nominare la via laterale ad Arturo Salucci, anche i civici di questa trasversale appartenevano a via Avio. Nel 2003 iniziò la protesta contro il transito dei mezzi pesanti e conseguente smog: l’80% dei tir e porta container in uscita dal porto, deve transitare da qui, in attesa della tribolata strada a mare che continuerebbe il Lungomare verso Cornigliano. La protesta, appoggiata dal CdC (dal 2007 si chiama Municipio II) contro le lungaggini burocratiche e “l’isola dei veleni”, è stata vivace e combattuta. Nel 2007, risultato zero, malgrado striscioni, cortei, slogan, presidi, riunioni e sit-in.

Struttura. Come strada, va da piazza Vittorio Veneto a via A.Pacinotti; come traffico è doppio senso viario  solo per i mezzi pubblici. Essendo tagliata perpendicolarmente a metà da via Molteni, mentre la metà a levante ha il senso viario dall’incrocio a levante; la metà a ponente ha il senso viario dall’incrocio a ponente.

Civici.  Nel 2007: Neri, da 1 a 5 e da 2 a 6; Rossi da 1r a 47r (esclusi da 10r a 14r, e 26r a 30r)  e da 2r a 56r.
Civico 2: eretto nel 1972 sul sedime del Politeama Sampierdarenese, ospita al quinto piano, all’interno 20, il Consolato della Repubblica serenissima di San Marino.
Civico 4: fu eretto “in economia” nel 1958. Tortonese ricorda che dopo due anni dall’erezione e con appartamenti pressoché tutti ceduti a privati, il palazzo si aprì come in due, dando origine alla scoperta che nel centro mancava un plinto di sostegno in una zona per natura acquitrinosa. Lì per lì il sottosuolo fu asciugato con idrovore, ed il palazzo sorretto da una base a graticciata di cemento, ovviamente eliminando le cantine per realizare l’operazione. I vari condomini furono evacuati tramite scale di legno provvisorie ed il loro rientro – con causa in tribunale – fu gratificato di spese in più, al punto che qualcuno dovette vendere non rientrando nelle possibilità di onorarle; si era dovuto infatti scavare sotto l’edificio per porre la fondamenta mancante, e poi ristrutturare il tutto.
Al 4/2bis il Pagano/61 pone la sede della “Rolla, Traverso & Storace” che vanta essere “il più assortito deposito di materiali siderurgici e non ferrosi della Liguria. Più di 60 anni di lavoro nel commercio dei ferri e dei metalli”. Allegato un lungo elenco di qualità di materiale trattato, da ‘profilati, travi, tubi, ecc. (segnalati in via Garibaldi al civico 1 e Pacinotti). Avranno un loro personale palazzo nell’angolo di ponente tra via Molteni e via San Pier d’Arena  con al primo piano il simbolo RTS.
Civico 5r: nel 1950 ospitava la filiale e deposito della FILP (Fabbrica Ital. Lime di Precisione). La costruzione con i civv. 5 e 7  risale al 1954.
Civico 6: fu eretto nel 1955. Tortonese ricorda che tra il civ. 6 ed il 4 esisteva una terrazza di congiunzione; questa precipitò a terra appena fatta perché liberata troppo presto, prima di essersi consolidata nell’impalcatura di sostegno.
Civico 13 r: il bar Eureka, segnalato nel 1950.
Civico 20r: (angolo con via Pesce 14r) il bar ‘Magno’, nel 1950 di LoRe E.
Civico 43-47r:  la farmacia Operaia Fiumara. con lunga storia a monte: nata  col nome di “farmacia San Francesco” in via C. Colombo (alla fine di via San Pier d’Arena, subito prima del tabaccaio posto d’angolo con via T. Molteni), negli anni 1930 era gestita da  Danovaro Francesco. Nel 1961 -ai civici 359-351 di via San Pier d’Arena, era già divenuta “farmacia Operaia”. Fu trasferita nell’angolo mare di via Molteni – via Avio negli anni ‘70-‘80. Nel 2006 si è nuovamente ritrasferita di poche decine di metri, in via Avio, più vicino alla Fiumara dove c’è la ASL, assumendo il nuovo nome di “Farmacia Operaia Fiumara” della dottoressa Antonella Artuso.
Civico; ingresso veicoli nella ex OEG, poi Enel. Nel 2010 l’area è stata smobilitata dall’ente, e l’ampio spiazzo del piazzale è stato suddiviso in rettangoli dipinti per terra per regolarizzare sosta di auto.

Area Enel, 2004, dal grattacielo Fiumara

Palazzo prospiciente via Dondero

Ingresso via Avio, 2007

e nel 2010

Dedicata. Al partigiano  col nome di battaglia “Lince”, nato a San Pier d’Arena  il 20 giugno 1905 (Vigliero.131 dice 26 giugno). Impiegato all’Ansaldo, allestimento navi,  venne più volte arrestato per la sua attività politica antifascista. Nel gennaio 1945, abbandonata la città dopo aver fatto attività  SAP,  mentre era in servizio attivo nella brigata “Arzani” della divisione garibaldina Pinan Cichero ove aveva la carica di commissario politico, fu catturato in seguito a un improvviso rastrellamento. Riconosciuto, fu sicuramente torturato allo scopo di carpirgli informazioni, e poi fu fucilato a Castelceriolo (AL)  il 4 febbraio 1945.

L’interno dell’area Enel ripreso da casa Bixio; via Avio (sotto a destra), il cancello d’ingresso

Tratto finale verso ovest

A sinistra, via Pacinotti. Edifici ex OEG poi Enel

Facciata su via Avio

Bibliografia

– Archivio Storico Comunale della Toponomastica: scheda 233

– AA.VV. – Annuario archidiocesi /1994.380 – /2002.418

– AA.VV. – San Pier d’Arena 35°

– Balletti.Giontoni – Una città fra due guerre – De Ferrari.1990 – pag.77

– Bottaro. Paternostro – Storia del teatro a Genova – Esagraph.1982 – pag.165nota 13 e 22

– Gazzettino Sampierdarenese: 8/89.3

– Gimelli G. – Cronache militari della Resistenza – Carige.1985 – III-pag.359

– Il Secolo XIX del 25.3.5 – 1.4.05

– Lamponi M. – Sampierdarena – LibroPiù .2002 – pag.99

– Pagano/61 – pag. 1137

– Pastorino.Vigliero – Dizionario delle strade di Genova – Tolozzi.’85 – pag.131

– Poleggi E. e C .-Atlante di Genova – Marsilio.1995 – tav.33

– Stradario del Comune di Genova edito 1953 – pag.15