Balduino Domenico

Balduino Domenico

Targa: via Domenico Balduino – economista-finanziere-industriale – 1824-1885 – già via A.Bertani

Angolo con Piazza V. Veneto

In angolo con via T. Mamiani

Quartiere antico: Mercato. Immatricolazione: 2715 Categoria 2

Immagine dal Pagano/1961.

Codice informatico della strada: n° 03460  Unitá urbanistica : 26 Sampierdarena  CAP: 16149  Parrocchia: S. Maria della Cella

Storia. Inizialmente era una stradina, orientata nord-sud, lunga un centinaio di metri, iniziante dal muraglione della ferrovia sino a via Mamiani, con al centro uno slargo chiamato piazza IV Novembre; scorreva dietro al palazzo detto “dell’orologio” ed a ponente del Politeama Sampierdarenese. Ad essa fu dato un primo nome “vico Agostino Bertani”, da via Cavour (poi via dell’Industria poi oggi via Dondero) a via T. Mamiani. All’archivio comunale della topografia è scritto che era promossa a “via” Agostino Bertani. Con l’unificazione comunale del 1926, esistendo una via ed un viale omonimi in centro a Castelletto, fu indicata per noi la sostituzione. Lamponi la fa ricordare molto animata, con la solita osteria (di Brunengo), un bar (di Piani) e delle stalle con noleggio vetture dei fratelli Rossi. Nella realizzazione del piano regolatore del 1934 riguardante la zona, la strada venne praticamente dimezzata, eliminando il tratto dalla piazza alla ferrovia (con la distruzione del palazzo dell’orologio che delimitava la strada nella sua metà vicina alla ferrovia); rimase il tratto a mare, quello attuale, corto ed abbastanza insignificante, a cui fu cambiato il nome. La denominazione ufficiale fu deliberata dal podestà di Genova il 19 agosto 1935. Nel 1940 andava da via dell’Industria a via Mamiani.

Struttura. Strada comunale lunga 33,68 metri e larga tre, da piazza Vittorio Veneto a via T. Mamiani. Chiusa allo sbocco in piazza con colonnine di ghisa, è quindi solo pedonale o usata come posteggio (sui marciapiedi) di automezzi.

Civici. Nel 2007; Neri: da 1 a 11 e da 2 a 12; Rossi: oggi non ce ne sono. Nel Pagano/40 aveva solo civici rossi: osteria al 13r, bar di Piani Gerolamo al 15r, macelleria al 21r, salumeria al 23r, noleggio vetture. Nel Pagano/50 al civico 1r c’era un bar caffè di Gatto Antonio; al 6r, uno degli ultimi grossisti di carbone e ghiaccio Alice Vittorio. Nel 1969 furono demoliti due civici, e nel 1975 ricostruiti; così furono assegnati nuovi numeri in tutti i palazzi.

Dedicata. Al personaggio nato e cresciuto a Genova che partecipò all’attività finanziaria italiana, nel periodo dei primissimi anni dopo l’unificazione, divenendo una delle personalità cittadine più eminenti. Anni decisivi per le scelte impostate, specie per San Pier d’Arena quale futuro centro industriale. Nato a Gibilterra, da Carlo Filippo (Castronovo, la rivista Genova e Doria, dicono ”da Sebastiano”, negoziante, navigatore, armatore, uno dei personaggi che nel 1848 favorì la nascita della Guardia Nazionale assieme a Balbi Piovera e la designazione di Ansaldo, senatore. Nel 1847 aveva azioni nella Compagnia Italia, Transatlantica, Ferrovia Genova -Voltri e dal 1851 censore della banca Nazionale) e da Anna Galleano, il 15 marzo 1824 durante un viaggio d’affari della famiglia impegnata in importazioni di prodotti coloniali: e per questo fu chiamato anche Domingo o Domenico.

 

La villa Balduino a San Benigno. Palazzetto residenziale che, nell’immagine a sinistra si scorge visto da sud e in quella a destra, da nord; identico portale d’ingresso, sulla facciata di ponente. Disegno a matita di P. D. Cambiaso

Entrato come “garzonetto” in una azienda genovese, vi rimase finché il padre, mancato precocemente, gli lasciò l’attività importatrice; il giovane seppe impegnarsi rilanciando i prodotti sul mercato, al punto da arrivare in breve tempo alla testa del movimento commerciale genovese. Per questa sua spiccata intelligenza e vitale capacità nel campo finanziario, e su segnalazione del Cavour che l’aveva già individuato essendo alla ricerca di imprenditori capaci di rivalutare le finanze del regno, fu scelto per la carica a direttore della Cassa del Commercio e dell’Industria, in quel momento in situazione finanziaria disastrosa. Anche qui seppe far riemergere la banca; impegno rinnovato dopo il passaggio al Credito Mobiliare Italiano che dallo stato di decadenza pervenne ad essere uno dei primi istituti bancari del regno. Da allora qualsiasi movimento pubblico di un certo rilievo, vedeva la sua influente partecipazione (tanto che amichevolmente venne chiamato “re Balduino” , ed anche “re Balduino regna, e finge di non governare”); allargò gli interessi alla ferrovia Genova-Voltri ( autorizzata dal ministro dei Lavori Pubblici Pietro Paleocapa, e resa operante nel 1852), e arrivò al punto di dover lasciare l’impresa familiare al fratello per poter seguire quella finanziaria, a lui più congeniale. Ottenuta la fiducia del governo, il giovane ebbe molte occasioni per dimostrare le sue polivalenti intuizioni, specializzato nel risollevare industrie e società pericolanti e capace di reggere contemporaneamente direzione di imprese che furono capisaldi dello sviluppo nazionale e del risorgimento politico: fondatore e direttore della Società di Credito Mobiliare, si interessò della Regìa dei Tabacchi (1868. In questa iniziativa finanziaria, risoltasi con enorme vantaggio economico per il Credito bancario da lui rappresentato – opportunamente appoggiato da Bombrini ed il duca di Galliera – al punto che determinò il primo grave scandalo del neonato governo formatosi dopo l’unità dello Stato) seppe cogliere al volo l’occasione determinata dalla situazione economico-politica del ‘dopo Unione’. Nel 1866, l’impero Asburgico – tramite Napoleone III nostro alleato – cedette il Veneto all’Italia; ma con lui anche il dover riscattare tutti gli investimenti iniziati dall’Austria nel territorio in opere pubbliche e sociali, in parallelo trasferiti a pagamento e continuazione al governo italiano. Quest’ultimo, già con le casse a zero in seguito delle guerre iniziate e con la incombente minaccia della perdita di valore della lira alla borsa di Parigi, ove i titoli monetari italiani venivano quotati 2/3 e talora metà del vero valore, decise cedere per 20 anni a privati il monopolio della “Società della Regìa dei Tabacchi”, valutandoli 180 milioni di lire/oro, somma necessaria per coprire la voragine economica non sanata dall’aver venduto da poco i beni ecclesiastici incamerati dallo Stato. Domenico Balduino, quale rappresentante della Società Generale del Credito Mobiliare, firmò la convenzione, già approvata dal Parlamento ma osteggiata – non senza grave e rabbiosa reazione e strascico – dai parlamentari di sinistra (Felice Cavallotti, tra tanti). Seguirono veementi accuse, sospetti di corruzione, un attentato ad un onorevole dell’opposizione: lievitò un grave scandalo, evidenziato dalla stampa, tutta la redazione del giornale di sinistra “Gazzettino Rosa” fu incarcerata, con cortei di piazza fomentati anche da Stefano Canzio, e scontri. Il tutto fu messo a tacere dall’incalzante minaccia di guerra tra Germania e Francia); della Società per le strade ferrate meridionali (con Bombrini); della società Rubattino (favorì la fusione con la società marittima Vincenzo Florio, creando e divenendone direttore della Navigazione Generale Italiana); fu fondatore della società Icnusa (creata per lo sfruttamento delle miniere sarde); della Società per la vendita dei beni demaniali della Val di Chiana (1865); di numerose altre operazioni (quasi sempre in parallelo col Bombrini in un dualismo che fu decisivo per tante industrie e manifatture dei primi anni dell’Italia unita). Per noi più famoso perché collaborò al ricupero e rilancio, e quindi co-fondatore, dello stabilimento meccanico che fu affidato a Giovanni Ansaldo. In pratica era divenuto, con Bombrini, tra i più forti uomini della finanza del regno appena unificato, un onnipresente protagonista dei grossi avvenimenti economici nazionali ed internazionali del tempo, e che determinò per Genova divenire centro di interessi di grosso rilievo internazionale. Nel 1848 fu nominato senatore, per censo. Unica sconfitta fu quella politica: nonostante l’appoggio del giornale “La Stampa” e di Cavour stesso, non ottenne l’elezione per divenire deputato nel 1861, nel collegio di Genova. Quando in quest’anno venne pubblicato lo Statuto, il primo in Italia, dall’euforia dell’attesa si passò alla mortificata insoddisfazione dei genovesi che pochi mesi prima avevano inneggiato al re riformatore -ma anche sventolando le prime bandiere tricolori – in una manifestazione a cui presero parte 32mila cittadini; Cavour temette allora che Genova divenisse un focolaio di radicalismo e quando nell’ago 48 nacque il bisogno di difendersi dalle colpe della sconfitta, scrisse “ tout le mond a des torts, mais les plus grands sont ceux des Genois”. In quei mesi, solo il Balduino finanziere e non politico, seppe tenere incollata a Genova la fiducia del ministro torinese. Nel 1866, in piena crisi economica nazionale, il duca di Galliera gli affidò in contanti una somma di denaro liquido di 12 milioni, in piena fiducia delle sua capacità investitrici. Nel 1884 è ancora in primo piano quale presidente della Soc. Navigazione Generale Italiana in una operazione di sviluppo della navigazione a vapore. Nel 1885, recatosi a Roncegno in Trentino per cure termali, il 22 luglio vi morì; la salma fu portata a Staglieno ove riposa sotto un monumento (una Madonna consolatrice) scolpito da Giulio Monteverde, vicino alla tomba dei genitori (la cui tomba è opera di Giuseppe Gaggini). Generici ‘componenti della famiglia’ compaiono finanziatori nel 1915 di un quotidiano ‘L’idea nazionale’ (forse tra essi il Giuseppe che leggiamo nel 1910 finanziatore-azionario nella ‘Società Commerciale di Navigazione’).

Bibliografia

– Archivio storico comunale della toponomastica

– AA.VV. – Annuario – Guida dell’archidiocesi – ed.1994.381- ed.02.418

– Castronuovo V. – Storia dell’Ansaldo – Laterza.’94 – vol.I. pag.287 – VI. pag.71

– Doria G. – Investimenti e sviluppo economico a Genova – vol.II – Giuffrè.’73 – pag.748

– Gazzettino Sampierdarenese: 1/90.6

– Gazzo E. – I 100 anni dell’Ansaldo – Ansaldo.1953 – pag.45.46.92.136

– Lamponi M. – Sampierdarena – LibroPiù.2002 – pag.100

– Mola A. – Storia Illustrata: il primo scandalo – Mondadori.’79 – fasc.259 -p.24

– Novella P. – Le strade di Genova – manoscritto bibl.Berio.1900 – 30- pag. 16

– Patrone & Blengino – La Liguria di Ponente nell’800 – Ecig 1984 – pag.31

– Piastra & Coll. – Dizionario biografico dei Liguri – Brigati.1992 – pag.345

– Rivista municipale Genova: 1/42.25

– Stradario del Comune edito 1953 – pag. 15