Bandëte (piazza delle)

Bandëte (piazza delle Bandëte)

E’ il nome popolare dato a piazza capitano Giacomo Bove, perché assai frequentato da donne e probabilmente mamme in attesa dei figli che uscissero dalle Scuole Tecniche, come d’uso a quei tempi tutte munite del vezzoso strumento.

Primo a destra, il palazzo delle Scuole Tecniche.

La “bandëta” infatti è il ventaglio, fatto di stecche maestre chiamate “timoin”, che governano le stecche comuni “cannette” ed il foglio semicircolare, per lo più di carta doppia, detto “pappê”, in genere disegnato con più o meno arte.
Nel periodo di dominanza francese, il loro “éventuail” è diventato l’italiano ventaglio, ma per noi la bandëta è il ventilatore delle vecchie lalle. Dalla sua etimologia sono pure le “banderolle pe sciuscià in to feugo”, fatte con le penne di gallina.
Nella sede della soc. Universale, esiste un disegno relativo alla piazza in oggetto, ove in realtà si scorge prevalente un vialetto alberato che porta ad una villa non meglio localizzabile e da alcuni collocata in posto sbagliato: considerato che già in una carta del Porro esisteva il simbolo di una grossa villa eretta in zona Mercato all’inizio della strada per s.Martino, che anche il Morabito attribuisce essere appartenuta alla famiglia Centurione, poi Boccardo, poi Scuole Tecniche, è chiaro che se è giusto il riferimento alle mamme, questa piazzetta fu in piazza G. Bove, come ancor dice il Morabito.
Lamponi scrive che così si chiamava perché “vi si affacciava una fabbrica di quegli accessori femminili”, ma non credo sia storicamente corretto.

Bibliografia

– L.Morabito – Il mutuo soccorso – Ist. Mazziniano – 1999 -pag. 324

– Lamponi M. – Sampierdarena – LibroPiù – 2002

– Petrucci VE. – Radici/Dizionarietto – Secolo XIX

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