Battisti (via Cesare)

via Cesare Battisti

Il 31 gennaio 1917 fu deciso dall’amministrazione comunale il passaggio dal nome “via san Cristoforo” (che andava dall’attuale via C. Rolando al Ponte di Cornigliano) a “via Cesare Battisti”.
Attualmente non più a San Pier d’Arena , ma solo in Albaro.

A destra il palazzo dei tabacchi.

Per l’appunto, il Novella, negli anni 1900-1930 la colloca “da via Aurelio Saffi (già San Cristoforo)”.
Era quindi un unico tratto, corrispondente alle attuali tre vie,oggi separate: via A. Scaniglia più via  E. Degola e più via R. Pieragostini, sino al Ponte di Cornigliano.
Nel tratto della strada C. Battisti, corrispondente al tratto attuale di via R. Pieragostini, c’era la cappella dello Spirito Santo (descritta a “vico san Cristoforo”).
Nel Pagano/1911 e /1933 si faceva reclame la “Feltrinelli f.lli”, in via san Cristoforo, 10, tel. 951. (soc. an per l’industria ed il Commercio dei Legnami, anche in via Operai 2r, tel. 41188. Capitale versato L.25.000.000; sede sociale a Venezia, direzione centrale in Milano; filiali a Roma, Milano, Sampierdarena, Venezia, Verona, Mantova, Desenzano, Brescia, Livorno, Civitavecchia, Mestre; stabilimenti e depositi in Cadore, Tirolo Carintia, STIRIA, Transilvania).
Nel 1922 è al civ. 20 di via C. Battisti come “soc. an. f.lli Feltrinelli”.
Nel Pagano/1925 compaiono al civ. 5 la levatrice Tagliavini Silvia; al 12r fabbrica e negozio di metalli di Parodi Vincenzo); al civ. 22 la ditta Querena F.sco è filiale di legname; 59-61r la rivendita di sale, tabacchi chiamata caffè Ligure (di Frisone Alberto, con annessa rivendita Privative e telefono pubblico numero 41-907); allo scalo merci P. V. (Piccola Velocità) di Sampierdarena c’era (sino anche nel /1933) la Soc.An. Coop.Nazionale di Lavoro fra Facchini ed Assist. Scalo utilizzato, per carico e scarico merci stazione Sampierdarena, trasporti a domicilio, tel. 41251.
Nell’anno 1927 nel tratto oggi via Pieragostini, “da via Garibaldi (v.Pacinotti) al Ponte” venne rifatta la massicciata stradale a macadam ad acqua, con pietrisco di serpentino (per cui divenne di 3° categoria). Dalla Crociera a via A. Saffi (via C. Rolando), rimase di 4° categoria.
Il Costa/1928 segnala la presenza nella via al civ. 16  dell’ “Industria Metallurgica Vincenzo Parodi”. Vende  «cesoiati per costruzioni metalliche, dischi greggi tondini alla cesoia, Lamiere liscie e striate sagomate a misura di qualunque dimensione e spessore- commercio metalli-ferri-ghise-acciai e loro residuati».
Nel 1932 c’era al 63r un negozio gestito dall’ “Azienda autonoma Annonaria” per la vendita di generi alimentari di prima necessità, a prezzi minimi (in città  ve ne erano sette punti vendita).
Anche il “Ministero delle Comunicazioni, ferrovie dello stato, gestioni speciali viveri”, vi aveva un distributore denominato “la Provvida” (di esso, un altro punto vendita era in piazza V. Veneto).
Ancora il Pagano/1933 la pone “da via N. Daste al Ponte di Cornigliano (via Garibaldi)” di 6.a categoria. In effetti, laddove finiva via Daste (dietro la villa Carpaneto e dove si biforcava anche con via A.Saffi) iniziava prima via San Cristoforo e quindi la nostra  (quando ancora non c’era via A. Cantore, la via Daste, da dove finisce ora, ovvero dall’incrocio con via Carzino, continuava passando davanti e a mare dello scomparso Oratorio della Morte ed Orazione di præ Giordan ed a monte all’attuale civ. 48 di via A. Cantore, per terminare dietro alla villa Carpaneto nel punto ove la strada  proseguiva biforcandosi in via C. Battisti verso il torrente e via A. Saffi (via C. Rolando) verso San Martino.
In quell’anno vi si aprivano: la trattoria del Salvatore; al 12r Parodi Vincenzo aveva una fabbrica e negozio di metalli; al 18/1 Perinotto Pasqua vendeva fiori artificiali; al civ. 22 risiedeva l’appaltatore di costruzioni Olivieri Carlo; al 57r la trattoria di Riccardi Edoardo.
Fu divisa nelle tre nuove singole denominazioni il 19 agosto 1935 su delibera del podestà di Genova (quando l’ultimo tratto, da largo E. Jursè fino al Ponte, era già stato singolarmente cambiato titolandolo “via Monte Corno”). Vi si apriva la soc. Lagorara e Casazza, trasporti.

Intitolazione
Dedicata al patriota-martire, che a pari ed assieme a F. Filzi, volle consacrare la sua esistenza all’ideale dell’unità d’Italia. Nato a Trento il 05/02/1875 quando la regione era sotto il dominio austriaco. Già perseguitato da giovane, si trasferì a Firenze per completare gli studi, e si laureò in legge nel 1897 con una tesi di studio geografico sul Trentino (divenendo così poi esperto anche di geografia fisica, antropica, cartografica e toponomastica della regione). Nel frattempo era tornato a Trento, fondando la “società degli studenti tridentini” e la “rivista Popolare Trentina” ovviamente subito sequestrata e disciolti dalla polizia; a Vienna fondò il giornale socialista italiano “l’Avvenire” ed a Rovereto “l’Avvenire del Lavoratore”.
Nell’anno 1900, al congresso socialista riunito a Trento, propose il Trentino come stato federale autonomo dell’Austria: fondò il giornale “il Popolo” che tenne in vita per e poi deputato di Trento al parlamento viennese e nella Dieta di Innsbruck – distinguendosi per la lotta contro gli armamenti e soprusi militari, in difesa dell’università locale, promuovendo l’autonomia delle minoranze italiane in territorio austriaco.
Nel 1914 passò in Italia, presentando un memoriale che incitava il re a completare l’opera iniziata del Risorgimento; così allo scoppio delle ostilità si arruolò volontario negli alpini ottenendo il grado di ufficiale: dietro sua diretta domanda fu inviato in zona operativa al comando di una compagnia.
Il 9 giugno, in corso di un contrattacco austriaco sul monte Corno, fu fatto prigioniero. Riconosciuto dal rinnegato Bruno Franceschini, essendo nato in terra austriaca fu giudicato traditore, e per tale ignominia condannato a morte immediata. Con Filzi fu portato a Trento ove,  prima lui, poi l’amico, furono giustiziati con impiccagione dal boia Lang nella Fossa del Castello del Buon Consiglio, alle ore 18,30 del 12 luglio 1916,  prima ancora che fosse completato lo scontato verdetto di condanna.
Lunghe e laboriose furono, dopo il comflitto, le ricerche delle spoglie. Un sacerdote, guidato da carattere deciso riuscì a ritrovarle a fine anno 1918 e, mentre dapprima ne fotografò i resti, riuscì a trovare anche il macabro documento  del “dopo esecuzione”.

Trento. Cerimonia della consegna della medaglia alla vedova.

 

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA
– Archivio Storico Comunale
– A.S.C. Toponomastica
– DeLandolina G.C. – Sampierdarena – Rinascenza – 1922 – pag. 30
– Enciclopedia Sonzogno
– Zanichelli
– Festa C. – Guida del porto di Genova – Luzzatti – 1922 – pag. 6
– Genova – Rivista municipale: 8/27.698
– Novella P. – Le strade di Genova – Manoscritto biblioteca Berio – 1900 – 30 – pag. 17
– Pagano/1961 – pag. 244
– Tuvo T. – San Pier d’Arena come eravamo – Mondani – 1983 – pag. 46