Belvedere (Chiostro)

Chiostro di Belvedere

Indicazione moderna.

Ingresso del chiostro in corso Belvedere.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sovraporta.

 

 

 

 

 

 

La struttura è del XIII secolo, essendo considerato parte dell’insediamento agostiniano conventuale del 1285; piccolo e molto bello, di gusto architettonico lombardo, quadrato. Il corridoio periferico, si apre verso il prato interno, arricchito da fontanella centrale, con 5 archi (o campate) per lato a tutto sesto, a loro volta sostenuti – sul muro, da sottili mensole – e all’interno da 4 pilastri in pietra rozzamente squadrata, tendenzialmente ottagonale, a loro volta poggiati su un largo basamento posto tipo ringhiera si interrompe al centro del lato sinistro per dare accesso all’area centrale scoperta. Solo il lato sinistro, più vicino alla canonica (che anticamente era il convento) è aperto verso il centro, la tettoia che lo copre sui tre lati liberi dalla canonica, si appoggia al muro esterno permettendo a chi prega percorrere il giro al coperto. Si chiamano astragali i sottili anelli decorativi posti sopra ed alla base del pilastro.
Gli angoli sono sorretti dall’unione di due pilastri, essi danno appoggio ad un unico arco ad angolo retto, che acquisisce così la forma di cuore. I corridoi sono in ciottoli bianco e neri. Alle pareti vari altorilievi in gesso di epoca più recente.
Si ha la certezza, confrontandolo con altri originali nella città e databili del XV secolo (N.S. delle Vigne, S.M. di Castello, N.S. del Monte (quello orientale)), che sia quello databile tra la fine del XIII e l’inizio del XV secolo e quindi il più antico.

Verso nord.

Corridoio da sud verso nord.

 

 

 

 

 

 

Corridoio da nord verso est.

Lato sud-ovest.

 

 

 

 

 

 

 

Verso nord.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Risseau.

 

 

 

 

 

 

 

Quadro dei priori.

 

Casa parrocchiale o canonica
Una volta era l’antico convento.
Sulla facciata a mare c’è una meridiana con la scritta, a ponente “Nescit occasum” ed a levante “Lumen ecclesiæ”. Nel mezzo lo stemma sampierdarenese (il quale rende più recente l’oggetto).

La meridiana.

Nel corridoio è stato salvato un affresco, in cui si legge “MONAST.UM  S.CTAE  MARIAE  DE  BELLVIDERE  S. AUGUSTINI NON CUPAT.M*** BART. SPINOLA.ABB ***”.

Casa delle suore
Essendo vuota e disabitata, non siamo mai stati dentro a valutare la distribuzione dei vani ed eventuali affreschi o altro.

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