Bixio (via Nino)

Via Nino Bixio

Questa strada non è più a San Pier d’Arena, facendo ora parte di quelle di Portoria.
Come tracciato già esisteva da secoli perché corrisponde all’ultimo tratto – verso monte – dell’antica “crosa dei Buoi“. Questa ultima dalla marina finiva (costeggiando a levante la proprietà della villa patrizia dei Centurione) in via Mercato (oggi piazza Montano e via Carlo Rolando). Come oggi, era già allora una strada di alta frequentazione di carri, carrozze, biciclette e pedoni, oggi auto, pedoni e bus.
Nacque quando nel 1850 la linea ferroviaria tagliò in due la ‘Crosa dei buoi’, senza però farle cambiare nome per altro mezzo secolo. Quando fu imposto da Torino di dare dei nomi alle strade. L’ intitolazione a Bixio fu quindi subito proposta, ma per una strada  (ancora anonima) posta tra via Galata (oggi via Pietro Chiesa) e via De Marini lungo gli stabilimenti Firpo e Savio. Non fu accettata appunto perché periferica e di non alta categoria, pertanto nei primi mesi dell’anno ‘900 la Giunta comunale decise dare il nome dell’eroe alla metà a monte della antica Crosa dei Buoi (dal ponte ferroviario a via Mercato) in una collocazione centrale e d’onore.
Cosicché già nel 1901 l’impresa Barabino-Calvi-Rebora poté apporre la targa in marmo a quel tratto di strada:  da via Vittorio Emanuele (che in origine andava dalla Lanterna a Rivarolo nel 1901, con la morte del re Umberto I, il percorso dal voltino ferroviario a Rivarolo divenne titolata al re assassinato) a via Mercato.
Quindi via Nino Bixio aveva a ponente i giardini della villa ed a levante una serie di case e casupole riccamente abitate e con tanti piccoli negozi, che determinavano un ambiente di grande vivacità.
Già nel Pagano/1902 e successivamente nel 1908, 1912, 1925 e 1933 vengono segnalati:

  • al civ. 9 il negozio di commestibili e di ‘panattiere’ di Battilana Davide, presente dal 1912 al 1933 (nel ’25 è chiamato fornaio Dattilana Davide e, vendendo pane di pasta dura, era chiamato “pan a muretti”);
  • sempre al civ. 9 Grosso Brunone gestiva un ristorante in “via Nino Bixio, in fondo salita Stazione”;
  • civ. 9 osteria di Raffo Francesco;
  • 9-10 Guano Antonio armaiuolo (nel 1912 successori; nel ’33 sono al civ. 19, come “Ditta Guano Antonio, Romolo Parodi”);
  • al 12 la fabbrica di carri di Cesarani Paolo- ancora nel 1925;
  • al 14 impresa trasporti di Carpaneto Giuseppe con attività esistente ancora nel 1933.

Nel 1908 il Pagano segnala esserci stati con civico non precisato il sarto per uomini Bozzano Michele ed ancora nel 1925 (ricordato perché esercitando al primo piano, lasciava il portone aperto!)

Fila di case dove ora ci sono i portici.

     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cambiati alcuni nomi stradali, nel 1910 si collegava presso la ferrovia con via Umberto I e a monte con via Nicolò Daste ed aveva civici fino al 4 e al 9. Dev’essere di questi tempi (ma non citata dal Pagano) la presenza della trattoria “Gaia”, famosa per i menù casalinghi e locali.
Banfo (del Gazzettino Sampierdarenese) ricorda di questi anni e non citati dal Pagano un “caffé del capitano” con sul retro giochi da bocce coperti da un rampicante e l’oreficeria Zunino vicino all’archivolto che dava accesso al grande piazzale, sede di deposito di carri e stalle di cavalli
Inoltre un marinaio venditore di stoffe che reclamizzava ‘autentiche inglesi’ per cui veniva soprannominato “o very nice”, la confetteria Odino che serviva frappé, Puppo detto “o Grixio” che vendeva olio e sapone, un fotografo (di quelli col treppiede e la macchina a soffietto). Infine sul lato dei giardini, subito dopo la torretta, un negozio di abbigliamento, un parrucchiere per uomini e poi Salvemini.
Nel Pagano 1912, oltre a quelli segnati negli anni precedenti, c’è in un punto non precisato il civ.12, che ospitava la fabbrica carrozze dei fratelli Cesarani, presenti ancora nel 1933.

Foto Pasteris, aprile 1936.

 

 

 

 

 

 

 

Sfilata Croce d’Oro anni ‘50. Strada con palazzi coi portici.

 

Nel Pagano/1925 si aggiungono:

  • civ.1-6, uno dei primi uffici di consulenza tributaria, gestito dal cav. Pastoris Federico;
  •  civ.4, (ingresso della villa Centurione-Carpaneto, abitava l’ing. comm. Eugenio Broccardi, deputato al Parlamento Nazionale, sindaco di Genova, tel.41086;
  •  civ.9r, la bottiglieria di Azilli Maria;
  • civ. 10r, il forno di Battilana Davide, che ne aveva un altro in via Cristoforo Colombo 249r;
  • civ. 14, la trattoria di Carpaneto Giuseppe;
  • 23r, Scorza G.B. vendeva di frutta secca ed agrumi;
  • civ NP, fabbrica oreficeria Salvemini Raffaele (con vetrina piena di orologi da taschino, con la catena d’oro da portare sul gilet facendo passare la catena nell’asola più alta come se si trattasse di un festone. Aveva anche un orologio grosso, infisso nel muro, da insegna e punto di riferimento per tutti i passanti);
  • il sarto Longo Giovanni

Nel 1927 compare nell’elenco comunale delle strade della Grande Genova, è di 3° categoria. Ne esistevano una anche in “centro” e una “passeggiata” a Sestri.
Nel 1933 era ancora in San Pier d’Arena, di 3.a categoria,  e collegava in senso unico viario da mare a monte, dal sottopasso ferroviario a fianco di piazza Cavallotti (ora Settembrini) fino a via Nicolò Daste, scorrendo al lato est dell’attuale piazza Montano. Era sempre affiancata  da una fila di casupole popolari poi sostituite con i palazzi attuali con i portici con numerosi negozi di commercianti (idem 1912):

  • al 2r, una merceria di Mordaci Mario;
  • le caffetterie (del Capitano, con gioco bocce nel retro; e  la  Odino);
  • al 14, l’impresa trasporti Carpaneto Giuseppe;
  • al 27r, orefice Gasparino Domenico (altri scrive Zunino);
  • civ. NP,  l’albergo ‘Buon Pensiero’;
  • una pollivendola;
  • l’idraulico Dentella Vittorio con forniture per il gas ed elettricità

ed altri che rendevano la strada un luogo dove vivere e non solo transitarci.

Fravega sul Secolo XIX, nella rubrica ‘Amarcord’ propone altri ricordi di negozi in questa strada ma molto probabilmente sono posteriori alla data del cambio del nome: cita il panificio Battilana, ma aggiunge un bar Fogliati, la trattoria Masini (poi trasferito sotto i portici nel ristorante Torre del Mangia), un negozio di uccelli, la ditta trasporti Piffaretti e ricorda gli innumerevoli uccelletti che cinguettavano sugli alberi, sostituiti dai piccioni.
Alla fine della via sul lato a levante e passando sotto un archivolto, si arrivava ad un’area popolarmente chiamata “le stalle”, che corrispondeva al retro dei negozi su descritti ospitante un grosso deposito  di carrozze e stalle per cavalli, del su citato Carpaneto Giuseppe.
Mentre a ponente esistevano ancora pochi resti dei giardini della villa Carpaneto (non è lo stesso di prima, ma solo un omonimo, forse parente), più vasti degli attuali, che terminavano al nobile negozio dei Salvemini ed al di là dei quali correvano parallele via Milite Ignoto (ora via Paolo Reti) e la salita alla stazione ferroviaria.
Alla ennesima distruzione dei residui giardini, la strada, come già in programma dal 1926, fu inglobata il 19 agosto 1935 per delibera del Podestà genovese, in piazza Nicolò Montano e cancellata nella toponomastica per evitare doppioni con il “centro”.

Le stalle.

Le case a destra sono il retro di via Nino Bixio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbattimento delle case con dietro i giardini Carpaneto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Intitolazione

Dedicata a Gerolamo Bixio, detto Nino (Genova, 2 ottobre 1821 – Banda Aceh, 16 dicembre 1873), che è stato un generale, politico e patriota italiano, tra i più noti e importanti protagonisti del Risorgimento.

 

Bibliografia

– Archivio Storico Comunale
– Archivio Storico Comunale Toponomastica, scheda 460
– AA.VV. – Enciclopedia Liguri Illustri – ERGA 1970 – volume1
– AA.VV.-personaggi illustri Pantheon- Grafiche G7 – 2011 – pag. 31
– Badinelli D. – Provincia “garibaldina” –  DeFerrari 2007 – pag.42
– Buono Raffo E. – Personaggi genovesi nella storia – Lions Club 2006 – pag.61
– De Landolina GC – Sampierdarena – Rinascenza .1922 – pag. 32
– Dolcino M.-I misteri di Genova-Pirella.1976-pag.50
– Ferrari G.B. – Capitani di mare e bastimenti – Tigullio 1939 – pag. 51-63-87
– Ferrari G.B. – L’epoca eroica delle vele-Tigullio-49.63.87.117.
– Gazzettino Sampierdarenese:  4/77.9  +  31/5.82
– Genova Rivista municipale:   9/24.1111  +  2/25.153  +  12/34.1024   +  11/52.2  +
– Gente di Liguria – Almanacco de A Compagna – 1971 – pag. 298
– Novella P. – Strade di Genova – Manoscritto Biblioteca Berio – 1900-30 – pag. 18
– Pagano/1933 – pag. 245
– Pasolini A. – Semmo da taera de Colombo – NEG 1990 – pag. 35
– Pastorino Vigliero – Dizionario delle strade di Genova – Tolozzi 85 – pag. 170
– Pescio A. – I nomi delle strade di Genova – Foreni 1986 – pag. 243
– Piastra W. & C. – Dizionario biografico dei Liguri – Brigati 1995 – pag. 603
– Quinto G.B. – Le targhe delle strade – Pagano1979 – pag. 19
-Tuvo T. – San Pier d’Arena come eravamo – Mondani1983 – pag. 42-48 foto