Bruno (vico Nicolò)

Vico Nicolò Bruno

Angolo con via San Pier d’Arena.

 

 

 

 

 

Dettaglio della targa lato via San Pier d’Arena.

Angolo con via A. Prasio.

 

 

 

 

 

Dettaglio della targa lato via A. Prasio.

 

Quartiere antico: Coscia      N° immatricolazione:  2735

Codice informatico della strada – n°:   08420        Unità urbanistica: 26 – Sampierdarena

CAP:   16149             Parrocchia:  Santa Maria della Cella (sul Pagano/1961 era di Nostra Signora delle Grazie)

Non facilmente riscontrabile sulla carta vinzoniana.

Dal Pagano/1961.

Da Google Earth. In verde vico Nicolò Bruno.

 

 

 

 

 

 

 

Storia

Il primo nome a titolare la strada fu vico Francesco Domenico Guerrazzi, probabilmente nell’anno 1900.
Volendo poi onorare il Balilla, il Comune di San Pier d’Arena accettò lo scambio attribuendo il nome del Guerrazzi alla scalinata di via dei Landi e sostituendolo nella stradina con vico Giovan Battista Perasso (oggi a Sturla).
Ma nel 1926 si impose una nuova scelta, successiva all’unificazione e mirata a non avere nomi doppi a titolare le strade della “Grande Genova”. Si lasciò via G.B. Perasso a Sturla ed il titolare di questo vicolo divenne Nicolò Bruno, spostandolo di dedica poiché sino allora era in prossimità del tratto superiore (quello a monte) di via della Cella, un vicolo chiuso che compariva ancora nel 1927 nell’elenco delle strade cittadine, di 5ª categoria.
Infatti, ufficialmente quest’ultimo passaggio fu ratificato solo con una delibera del podestà di Genova il  19 agosto 1935, a scapito di Pontedecimo dove gli era stata precedentemente dedicata una via.
Nel Pagano/1940 è solo citata da via Nicolò Barabino (oggi via San Pier d’Arena) a via Palazzo della Fortezza, con un solo civico nero 4/2, di una levatrice.

 

Struttura

Strada comunale pedonale senza marciapiedi, a forma di “L”.
Collega via San Pier d’Arena con via Andrea Prasio.
E’ una strada poco frequentata, facile al deterioramento e precarietà, inoltre non ha bocchette di scarico dell’acqua piovana.

 

Numeri civici

I civici neri vanno dall’1 al 5, oltre al 4 (manca 2).
Non esistono civici rossi.

 

Intitolazione

Dedicata all’ingegnere, architetto sampierdarenese, Nicolò Bruno nato l’1 luglio 1833  e morto sessantacinquenne per pleurite il 8 febbraio 1899 (Il Gazzettino Sampierdarenese precisa che si chiamò Niccolò). Figlio di Maddalena Casanova e di Giovanni, un commerciante che per 26 mila lire acquistò il 5 aprile 1856 dal principe Giulio Centurione il terreno per erigere il teatro Modena, fu fratello maggiore di Salvatore (anch’egli ingegnere, progettista del teatro Sociale di Camogli) e zio di Raffaele (progettista delle ristrutturazioni dello stesso teatro).
Realizzò molte opere pubbliche nella nostra città:

  • il teatro Modena fu la sua prima opera in assoluto, perché  preparata come tesi di laurea (vedi piazza Gustavo Modena)
  • assieme ad Angelo Scaniglia, la facciata della chiesa della Cella, un progetto definito “nuovo piano di ornato” elaborato nel 1865-1867
  • A Genova sua è la progettazione per la ricostruzione del Politeama Genovese nel 1868
  • suoi i progetti di edificazione di molti palazzi di via Assarotti
  • la ristrutturazione del politeama regina Margherita
  • progetti di alcune altre strade, tra cui una circonvallazione genovese ed un rettilineo,mai realizzato tra l’attuale piazza De Ferrari (allora piazza Carlo Felice) e via Balbi.

Ma la sua opera più importante fu l’imponente acquedotto De Ferrari-Galliera.
Prima di allora la parte levantina di Genova era alimentata dall’acquedotto civico eretto nel 1200 e alimentato dal Bisagno o da acqua estratta dagli innumerevoli pozzi privati.
San Pier d’Arena ancora peggio: assieme alla parte ponentina di Genova dovette aspettare la ferrovia, perché l’acquedotto della società Nicolay, costruito nel 1853 (quando a San Pier d’Arena i residenti passarono dai 4000 del primo 1800 ai 14mila nel censimento del 1861, per arrivare poi a 22 mila nel 1881 e 35mila all’inizio del 1900) potesse  appropriarsi di parte dell’acqua del Polcevera  e dello Scrivia  tramite il traforo dei Giovi. Fu sospettata di facile inquinamento ed infettività, colera e tifo in particolare, per la scarsa separazione dagli scarichi sia nei fiumi d’origine.
Avvalendosi della collaborazione del fratello Salvatore e dell’ing. Stefano Grillo, constatò sui monti sovrastanti Campomorone l’idoneità idrogeologica ottimale (piovosità, impermeabilità e tenuta del terreno, relativa vicinanza di accesso e tubature verso la città da servire) per formare degli invasi d’acqua di raccolta dal torrente Gorzente (affluente dell’Orba, del bacino del Po) a quota 700 circa slm. Presentato il progetto al regio governo il 26 giungo 1871, fu approvato il 21 dicembre 1873, ma si dovette aspettare febbraio 1880 affinché nascesse la finanziatrice dei lavori, la società anonima De Ferrari-Galliera. Nell’estate dello stesso anno iniziarono i lavori e l’intero lavoro fu ultimato nel 1883.
Come ingegnere, fu il primo ad introdurre in Italia una scoperta francese legata alla dinamo del Pacinotti, atta ad utilizzare la forza motrice nata  mediante elettricità.
Divenne dal 1879 “professore”, in quanto docente di architettura presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e nominato Accademico di Merito. Successivamente venne riconosciuto “benemerito” del Collegio degli ingegneri ed architetti e “commendatore”, divenendo una delle personalità più note e di spicco, tra i professionisti genovesi.
Morì l’8 febbraio 1899 e fu sepolto nel cimitero della Castagna.

Monumento nel cimitero della Castagna.

 

Bibliografia

– A Compagna bollettino de
– Archivio Storico Comunale Toponomastica
– AA.VV. – Annuario-guida archidiocesi ed./94 pag. 386 – ed/02 pag. 424
– AA.VV. – Valli di Genova, il ponente-Liguria Guide n.13 – Sagep – pag. 25-26
– Bottaro-Paternostro – Storia del teatro a Genova – Esagraph 1982 – vol. I – pag. 165
– De Landolina G.C. – Sampierdarena – Rinascenza 1922 – pag. 33
– Gazzettino Sampierdarense: 1/80.5  +  10/97.7  + 01/03.8
– Genova, rivista municipale poi Comunale: 10/38.42  +  3/55.31
– Il Secolo XIX del 3.10.99
– Lamponi M. – Sampierdarena – LibroPiù 2002 – pag. 36
– Medulla M. – Sampierdarena – De Ferrari 2007 – pag. 20
– Novella P. – Strade di Genova – Manoscritto biblioteca Berio 1900-30 – pag. 6-18
– Pagano/1933 pag.245 – ed/40 pag. 218 – ed/1961 pag. 102
– Piastra W. – Dizionario biografico di Liguri – Brigati 1992 – pag. 276
– Ragazzi F. – Teatri storici in Liguria – Sagep 1991 – pag. 251
– Stradario del Comune di Genova edito 1953
– Tagliavini I. – L’Italia fine Ottocento – Edison – pag. 29
– Tuvo & Campagnol – Storia di San Pier d’Arena – D’Amore 1975 – pag. 106