Cambiasa (strada)

Strada Cambiasa (o dei Cambiaggi, o Cambiaggia)

Nella carta del Vinzoni (1757) appaiono due tracciati: uno di una strada diritta, che passava tra il torrente ed i terreni appartenenti ai Crosa (dalla Marina sino al ponte) ed ai Grondona (dalla strada provinciale sino a san Martino) e un secondo di una strada fatta come a scalini, che poi sarà chiamata “strada al Ponte di Cornigliano”.
In pratica ricalca le attuali via A. Pacinotti, G. Spataro e W. Fillak.
Fu nel 1770 che il doge G.B. Cambiaso volle lungo la riva del torrente “la strada del Polcevera” detta poi “strada Cambiaggia”, per arrivare alle sue terre oltre Bolzaneto, pagando personalmente la cifra necessaria (oltre 5 milioni).
G.B. Cambiaso era nato nel 1711 da Giovanni Maria fu Giovanni Battista e da Caterina Roncalli, ebbe un fratello, Nicolò Maria, ed una sorella. Antonia Maria Teresa, che si fece monaca; coniugato con Tomasina Balbi, morì il 23 dicembre 1772.
Nella primavera del 1773 Giacomo Agostino Brusco (Savona, 1736 – Genova, 1817) ingegnere militare specializzato in progettazioni stradali, aveva già studiato in proprio, esponendolo in 36 tavole rilegate in volume in possesso alla biblioteca Berio,  un progetto di “rendere carrozzabile la strada tra Voltri e Savona”. Venne incaricato di “levare il piano” di  una strada che percorresse tutta la val Polcevera dalla marina fino a Campomorone e nell’impegno era compreso la costruzione di un molo di contenimento del torrente e della strada nel tratto tra Teglia e Rivarolo superiore (progetto che elaborò assieme all’arch. Gaetano Cantone, suo collaboratore anche in altre opere pubbliche).
Dalla relazione del 1821 si dedurrebbe che l’inizio della strada era su terreni di proprietà del Doge, ma non si capisce le parole “da tempo immemorabile” quando dal 1770 sarebbero al massimo cinquant’anni.
In questa relazione, viene ufficialmente comunicato al Comune la richiesta di chiusura della strada che dal Ponte di Cornigliano conduce a San Martino, chiesta dai proprietari signori Cambiaggi. Il Consiglio ribatte che “il Comune ha sempre avuto il libero passaggio da tempo immemorabile in mezzo agli orti dei signori Cambiaggi per trasferirsi alla parrocchia di San Martino e con l’andar del tempo detti signori, per togliersi questa servitù, fecero aprire a loro spese e a comodo di questa Comunità un’altra strada lungo un molo verso la ghiaia della Polcevera in rimpiazzo della prima strada appropriatasi, e questo per comodo dei predetti, che si conservarono gli orti attigui a detta strada. -omissis- Il consiglio quindi chiede all’Intendente Generale di Genova che non si chiuda la strada”.
La presa di possesso dei Savoia, dopo le migliorie apportate, le fece cambiare nome in “strada Reale a Torino”.

Bibliografia

– Quaini M. & Rossi L. – I cartografi in Liguria – Brigati – 2007 – pag. 95
– Gazzettino Sampierdarenese
– Tuvo T. – Memorie storiche di San Pier d’Arena – dattiloscritto inedito – pag.95